Mente e cuore Armonia Complementare


Non si può costruire un tempio imponente senza solide fondamenta.

Non si può costruire il nuovo senza amore.

Spargi semi d’amore ovunque tu vada, metti da parte giustificazioni per te o per le tue azioni, poni fine ai tuoi limiti, non ostruire la tua crescita evolutiva, altrimenti troverai solo privazione all’esterno.

Sonda il tuo cuore.

Trova la pace perfetta tra cuore e mente.

Come fossero energie armoniche e complementari, in un’unione ineccepibile, proprio come lo yin e lo yang .

Hai fatto delle promesse a te stesso?

Riesci a cogliere la responsabilità della tua pace interiore?

Guarda a fondo

In primo luogo lo determina la logica razionale, la stessa che tenta di condurre un pensiero costruttivo e di apertura, ma non è sufficiente.

Perchè ciò che si trasforma a fondo realmente, passa per la via del cuore, ed è solo allora che verrà guarito.

Se trattenuto solo a livello riflessivo, è una nozione in più nel corpo mentale, e ahimè ci sarà sempre e solo da continuare a guarire.

Ecco perchè alcuni eventi si ripetono, fin quando non vi è risoluzione autentica.

E’ come se il nostro vero Sé, si fosse stancato dei ragionamenti di come dovremmo essere, di cosa pensare, come agire e di cosa fare in base a preconcetti.

Quella parte di noi che necessita una particolare attenzione da parte nostra, di cura, di sostegno ed amore dovrebbe già in sè farci cambiare la visione delle cose.

La personalità è quella che ne risente in ogni caso perchè è costretta nella dualità, mentre l’anima sa perfettamente che tutto ciò che arriva è perfetto per noi, proprio in quel medesimo istante e tramite il cuore lo si trasforma, cambia, si rinnova.

Non è sempre semplice mettere in unione mente e cuore, ma è già un passo fondamentale armonico che ci permette di andare a contattare la nostra parte più intelligente che tramite l’azione, lo manifesta nella realtà.

Se si avverte la necessità di una gioia più genuina e di una connessione più profonda con la vita , è possibile ottenerla liberando le emozioni, senza reprimerle o dominarle.

Stare con quello che c’è in questo momento e validare con chiarezza d’intento.

A volte non guardiamo più lontano del quotidiano vivere, urtati meccanicamente da emozioni antiche arrugginite e da pensieri imbrigliati nella routine di ogni giorno.

Chi vuol salire di un gradino non può limitarsi a questo.

Se avverti il bisogno di uscire dalla tua stessa prigione, devi compiere un atto di coraggio per conquistare la tua pace, la tua libertà d’Essere.

E perchè continuare ad alimentare energia dietro a ciò che già è conosciuto, già visto e già usurato… in questo modo non si crea nè spinta, nè attrazione per emozioni e pensieri nuovi ed armonici.

Non sei nè una pietra e nè una piuma…

La pietra è immobile perchè non ha motore che la muove.

La piuma è agitata da ogni alitare di vento che la porta in ogni direzione.

Ma entambi sono privi di motore proprio.

Perchè riusciamo a comprenderlo con semplici similitudini ma fatichiamo ad elaborarlo in noi?

Creare nuovi pensieri e nuove emozioni in armonia tra mente e cuore ,ci permette di trovare soluzioni, gioia ed ingegno creativo.

Non si rimane nè inermi come un sasso, nè in preda a qualcuno o qualcosa che controlli l’andamento della nostra vita come la piuma.

Se il cervello fatica a connettersi al proprio sentire e ritrovare il proprio centro, può indicarci il mancato equilibrio di forze contrastanti all’interno, che sgomitano tra loro e ci rendono frammentati.

E chi se non, il nostro sè superiore, la nostra parte più saggia, autentica ed intelligente può agire mettendo a tacere un alter-ego che contrasta e frammenta questa coerenza complementare.

Dobbiamo cominciare a dare spazio al sé superiore per poter progredire; offrendo a lui la facoltà di dirigere in armonia tutto ciò che impedisce la nostra crescita.

L’anima deve essere come un direttore d’orchestra.

Il maestro di musica che dirige con la bacchetta un gruppo di strumentisti, perché risulti migliore l’armonia dell’esecuzione di un brano musicale nel suo insieme.

Al direttore, è richiesta una conoscenza approfondita sia dell’estensione degli strumenti e della partitura d’orchestra, sia del carattere e dell’atmosfera espressiva dell’opera da eseguire, solo in questo modo si riesce a codificare quello che lui stesso chiama “sentimento ritmico”.

Prova a visualizzare questa similitudine in profondità, gli strumentisti non sono altro che le nostre strutture, che se imparassero a seguire le tracce intricate dello spartito, il modo in cui le note sono scritte, apparentate, diventerebbero abili pian piano ad interpretare il percorso di queste tracce, senza smarrirsi e a seguirle con intelligenza, pensiero e piacere armonico.

Questo articolo può essere condiviso e divulgato rispettando il lavoro svolto citando la fonte dello stesso Blog e le relative fonti esterne citate dallo stesso. Appunti dell’anima@

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